Circoscrizione
Museo del Novecento di Milano
Vedere le cose (per A.S.), 2025, l’installazione site-specific di Joseph Kosuth. L'opera, una 'scrittura di luce' che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo del Novecento in un luogo di riflessione in dialogo con la città. Acquisita dal Comune di Milano è entrata a far parte della Collezione permanente del Museo.
Il presente, che è nel tempo quello che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità»: questa la frase, tratta dagli Scritti dispersi (1943-1952) di Alberto Savinio, che Joseph Kosuth ha scelto di realizzare in neon per la facciata del Museo. La riflessione metafisica evocata da Savinio incontra così il linguaggio concettuale di Kosuth, proponendo una riflessione che invita a superare l’immediatezza del presente per cercare, nella profondità delle cose, nuove possibilità di senso.
Il progetto è nato nel contesto del progetto di Metafisica/Metafisiche, la grande mostra diffusa che ha indagato la persistenza della visione metafisica dal primo Novecento alla contemporaneità.
Collocazione attuale
Museo del Novecento di Milano
Specifiche tecniche
Installazione neon